LE CERTIFICAZIONI
La Coop Agr. Di Girolamo Gianni ha aderito da tempo, tra le altre certificazioni, al SQNPI (Il Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata). Il SQNPI è una certificazione volontaria caratterizzata da un marchio/logo che identifica i prodotti vegetali, trasformati e non, di qualità.
La certificazione SQNPI permette di valorizzare i prodotti ortofrutticoli conferendogli maggiore qualità, quest’ultima garantita da misure di tutela dell’ambiente naturale, tutela della salute degli operatori e dei consumatori. La produzione integrata, infatti prevede l’implementazione di processi produttivi volti a ridurre al minimo le sostanze chimiche di sintesi, a razionalizzare le tecniche agronomiche e la fertilizzazione.

A supporto degli agricoltori e consulenti tecnici, La Rete Rurale Nazionale ha elaborato per ogni regione un disciplinare di produzione integrata, redatto in conformità ai criteri e principi generali e alle Linee guida nazionali previste dal DM n. 2722 del 17 aprile 2008 e DM n. 4890 del 8 maggio 2014. I disciplinari sono specifici per ogni regione e rispondono alle problematiche agronomica e di difesa fitosanitaria di ognuna.
IL BIOLOGICO
L’agricoltura biologica è una metodologia di produzione agricola avente come scopo quello di limitare l’inquinamento di acque, suolo e aria conservando quindi la biodiversità e gli equilibri ecologici.

Il settore biologico attira da sempre l’interesse dei consumatori, i quali oggi sono molti attenti alla qualità di ciò che comprano e al rispetto delle normative in tema di salute ambientale
A livello pratico l’agricoltura biologica è un metodo che ammette solo l’impiego di sostanze naturali, presenti cioè in natura, escludendo l’utilizzo di sostanze di sintesi chimica (concimi, diserbanti, insetticidi).

Agricoltura biologica significa sviluppare un modello di produzione che eviti lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, in particolare del suolo, dell’acqua e dell’aria, utilizzando invece tali risorse all’interno di un modello di sviluppo che possa durare nel tempo.
L’agricoltura biologica è un metodo di produzione che hai i suoi principi di base nella cura della fertilità del suolo e nell’equilibrio dell’ambiente in cui si coltiva.
Non è quindi la sostituzione di concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi e pesticidi in genere, con quanto ammesso dal regolamento europeo, ma la corretta applicazione dei principi di agro ecologia, avendo come obiettivo quello di aumentare la biodiversità nel suolo e nel soprassuolo per la ricerca dell’equilibrio nutrizionale e ambientale.
Le principali azioni su cui si basa sono:
- migliorare e incrementare la fertilità organica – tramite l’uso di fertilizzanti organici compostati, la pratica del sovescio, l’interramento dei residui colturali è l’inserimento in ampie rotazioni di colture leguminose, al fine di aumentare quantità e qualità della sostanza organica del suolo. Per sostenere le rese e migliorare la qualità delle produzioni, è possibile fare ricorso all’elenco dei fertilizzanti ammessi dal regolamento;
- rotazione o avvicendamento delle colture – è la chiave inderogabile per la riuscita delle coltivazioni erbacee e orticole. Un decreto del Ministero indica che: tra una coltura e il suo ritorno sullo stesso terreno, ci sia la coltivazione di almeno due cicli di colture diverse, di cui almeno uno composto da leguminose o da un sovescio. Questo va considerato il limite minimo certificabile, sarebbe opportuno diversificare quanto possibile la tipologia di colture, anche per favorire la biodiversità aziendale. La rotazione è poi il principale elemento di controllo delle infestanti integrato da azioni meccaniche e di contenimento e prevenzione verso patologie e parassiti;
- la scelta varietale – ad oggi la ricerca ha prodotto e testato pochissime varietà specifiche per il biologico; è quindi utile basarsi sulle conoscenze tecniche e sull’esperienza di produttori biologici della propria zona, per orientarsi verso varietà che abbiano dimostrato adattabilità al territorio, capacità di competizione con le infestanti e resistenza alle principali avversità. Questa attenzione è oltremodo valida per i nuovi impianti di fruttiferi e colture arboree in genere;
- creazione di siepi e alberature – utili non solo a migliorare il paesaggio ma ad aumentare la biodiversità, quindi la protezione delle colture, dando ospitalità ai predatori naturali dei parassiti e agendo anche da barriera fisica a possibili inquinanti esterni;
- la consociazione – non rivoltando il terreno oltre i 25/30 cm e garantendo la rottura degli strati più profondi con attrezzi discissori, cercando sempre di proteggere il suolo, favorendone la stabilità con idonee sistemazioni idrauliche e applicando, ove possibile e soprattutto negli arboreti la copertura vegetale.